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Come ricavare  il secondo bagno e quali documenti sono necessari

Per ricavare da 1 bagno, 2 bagni è necessario come prima cosa controllare il regolamento edilizio del comune; In molti comuni il regolamento stabilisce che il primo servizio igienico deve avere una superficie minima di 4 mq, inoltre uno dei 2 bagni deve contenere almeno un lavabo il wc il bidet e la doccia oppure la vasca

Per il secondo bagno, generalmente, è richiesta una metratura ben inferiore rispetto a quella del bagno principale e nel regolamento edilizio si trovano le altezze e le larghezze minime dei locali

Se uno dei 2 bagni è cieco è necessaria l’ areazione forzata

L’ambiente che contiene il WC non può comunicare direttamente con il soggiorno o con la cucina, se 1 bagno si apre su questi ambienti è necessario un antibagno dove mettere il lavabo e poi c’ è un altro ambiente che ospita il WC che deve essere separato da una porta.

Quasi sempre è richiesta una CILA ovvero una comunicazione di inizio lavori in quanto andiamo a modificare la pianta della casa, la CILA deve essere redatta da un tecnico abilitato che presenterà la pratica presso lo sportello unico del comune.

Vediamo un esempio reale di un bagno avente una superficie di circa 8 mq da cui sono sono stati ricavati 2 bagni dividendo lo spazio con un muro divisorio;

    

La metratura iniziale non permette di ottenere 2 bagni completi cosi è stato realizzato un bagno principale con lavabo wc bidet e doccia e nel secondario c’è tutto a parte il bidet.

E’ stato ricavata una piccola finestra in alto per dare un pò di luce naturale al bagno secondario che è cieco e quindi ha la areazione forzata.

Se ci sono le condizioni è possibile realizzare 2 bagni tenendo presente un paio di accorgimenti,

intanto sarà necessario utilizzare i sanitari compatti che hanno quasi tutte le aziende di arredo bagno, questi sono sanitari che non hanno degli svantaggi particolari e si adattano bene ai bagni piccoli, secondo potrebbe essere conveniente installare nel bagno secondario un wc con il bidet integrato in modo da guadagnare ulteriore spazio anche se ha un conso notevolmente maggiore rispetto al classico water

 

LA CILA

La cila è disiplinata dal dpr 380/2001 art. 6 bis e smi (introdotto dall’ art. 3 del dlgs n 222 del 2016 chiamato scia 2.

La CILA è necessaria negli interventi di manutenzione straordinaria ad esempio in una ristrutturazione di interni bisogna richiederla per lo spostamento di tramezzi , nuova distribuzione spazi o apertura / chiusura porte interne.

Non sono ammesse modifiche alle facciate dell’edificio, ai volumi alla destinazione d’uso dell’ immobile e alle parti strutturali dell’ edificio che sono ad esempio l’apertura di una porta su un muro portante e per la quale è necessaria la SCIA.

Non è necessaria per interventi di manutenzione ordinaria come riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici più quelle necessari ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Tra questi abbiamo la sostituzione integrale o parziale di pavimenti, nuove tinteggiature ed intonaci interni , riparazioni impianti per servizi e accessori , sostituzione infissi interni ed esterni.

La Cila la redige un tecnico abilitato che assevera la conformità dell’ opera da realizzare, all’ interno della cila il tecnico dichiara che l’intervento è conforme ai regolamenti edilizi vigenti che è conforme agli strumenti urbanistici approvati che è compatibile con la normativa in materia sismica e sul rendimento energetico nell’ edilizia che non sono interessate le parti strutturali dell’ edificio.

All’ interno della cila troveremo il modello della cila, gli elaborati grafici comprensivi di inquadramento territoriale la rappresentazione dello stato di fatto, il progetto e della comparativa, la documentazione fotografica dell’ immobile , l’eventuale documenti per il rilascio di atti di assenso obbligatori ai sensi delle normative di settore, la ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria se previsti , la ricevuta di pagamento dell’ oblazione nei casi di interventi in corso di esecuzione o già eseguiti per i quali si rende necessario presentare una sanatoria. La dichiarazione di assenso dei terzi proprietari, i documenti di identità del dichiarante e del progettista , la notifica preliminare che è prevista solo nel caso in cui sia necessario redigere il piano di sicurezza e coordinamento.

La pratica viene presentata all’ uff tecnico del comune allo sportello unico per l’edilizia ed è esecutiva alla data di presentazione , se la pratia non è completa l’ente comunale ha 30 gg per chiedere l’integrazione o sospendere i lavori.

Una volta finiti i lavori bisogna fare comunicazione per usufruire delle detrazioni fiscali in modo tale da avere dei riferimenti temporali quindi un inizio e una fine della pratica.

Quando viene modificato il classamento o avviene una modifica della planimetria catastale , questa è da inviare all’ amministrazione comunale insieme alla comunicazione di fine lavori dopo aver redatto la pratica catastale.